Il verde pubblico del Gargano. Tra abbattimenti e recupero

» Posted by on Mag 23, 2021 in Calendario Eventi, Comunicati Stampa, Homepage Hilights, Ufficio Stampa | 0 comments

S

Relatori

Davide Celli – attivista politico nazionale

Maurizio Marrese – WWF Foggia

Francesco Clemente – agronomo

Felice Scopece – Fare Ambiente Foggia

Coordinamento e organizzazione a cura di Daniela Corrente

Sono stati posti 3 interrogativi a cui i relatori hanno così risposto:

  1. L’IMPORTANZA DEL VERDE PUBBLICO.

Il CAM – criteri minimi ambientali sono cioè i requisiti ambientali che costituiscono un’obbligo per garantire che la politica nazionale in materia di appalti pubblici verdi sia incisiva non solo nell’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali, ma anche in quello di promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibile, circolari e di diffondere l’occupazione verde. Criteri minimi definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti ad individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato. La loro applicazione sistematica consente di diffondere le tecnologie ambientali e i prodotti ambientalmente preferibili e produce un effetto leva sul mercato, inducendo gli operatori economici meno virtuosi ad adeguarsi alle nuove richieste della pubblica amministrazione. Oltre alla valorizzazione ambientale e al rispetto dei criteri sociali, l’applicazione del CAM risponde anche all’esigenza della Pubblica amministrazione di razionalizzare i propri consumi, riducendone ove possibile la spesa.
art.18 della L.221/2015, e art. 34 D.Lgs.50/2016, e D.Lgs 56/2017.

2. PERCHE’ I COMUNI TAGLIANO GLI ALBERI.

a. Centrali biomassa. Ogni centrale brucia 70 tonnellate al giorno di verde che viene conferito anche dai comuni.

b. Fenomeni climatici aggressivi, conseguentemente le alberature cadono, i premi assicurativi a carico delle amministrazioni aumentano

c. Costo delle potature. Ad un Comune conviene di più tagliare e sostituire gli alberi con essenze straniere ( nord Africa e Asia ) che hanno bisogno di meno manutenzione.

Importante ricordare che ad ogni taglio corrisponde un’aumento di anidride carbonica e un aumento dei tessuti più deboli negli alberi.

3) COSA POSSONO FARE I CITTADINI CONTRO IL TAGLIO DEGLI ALBERI.


Innanzitutto leggere il regolamento del verde pubblico che ciascun comune deve avere e se non esiste come nel caso viestano, fare pressione affinché se ne scriva uno.
Pretendere un censimento del verde pubblico da parte delle amministrazioni: la frammentazione dell’habitat è la prima causa di desertificazione.
La consulta deve avvere l’avvallo del consiglio comunale: ogni taglio deve passare da un’associazione ambientalista.
Ogni volta che si intende difendere il verde occorre costruire una manifestazione.

Ricordiamoci che gli iconemi sono alberi che rappresentano il paesaggio e vanno tutelati.
Importante poi informare la Sovraintendenza alle belle arti con pec circa i tagli degli iconemi.
Leggersi lo statuto del Comune depositare firme per chiedere che l’argomento sia trattato nelle relative commissioni competenti e far entrare in comune i cittadini quando si discutono questi temi.
.
➡️ A Vieste dagli atti si evince un abuso di ufficio e deturpazione del suolo pubblico. Oltre a non essere specificato lo smaltimento del legno degli alberi, tra le piante autoctone e’ stata segnalata erroneamente l’acacia e infine non viene riconosciuto alcun ruolo alle associazioni ambientaliste.
In ragione di quanto accade in Italia e necessario istituire la figura del GARANTE DEL VERDE PUBBLICO
Consulta del verde pubblico composta da
Tecnici che devono accedere solo tramite concorso,
Arboricoltore
Ornitologo
Architetto del paesaggio
Rappresentanza di cittadini con 1 o più associazione ambientalista.


I commenti sono chiusi.